finalmente, si parla di velocizzare il processo civile

Ecco la nuova proposta di legge per la riforma del processo civile.

  • accelerazione dei tempi del processo civile, attraverso la semplificazione dei termini e dei riti processuali:  ruolo centrale della prima udienza,  potenziato il carattere impugnatorio dell’appello,  accelerati i tempi del giudizio in Cassazione mediante un uso più diffuso del rito camerale;
  • introduzione del principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice;
  • adeguamento delle norme processuali al processo civile telematico.
  • la nuova “Sezione specializzata per la famiglia, i minori e la persona”, sarà competente su tutti gli affari relativi alla famiglia e su tutti i procedimenti che attualmente non rientrano nella competenza del Tribunale per i minorenni in materia civile.
  • per il processo di primo grado è prevista l’applicazione obbligatoria del rito sommario  a tutte le cause nelle quali il tribunale giudica in composizione monocratica, ad eccezione delle cause assoggettate al rito del lavoro.
  • potenziato l’istituto della proposta di conciliazione del giudice (art. 185-bis c.p.c.): la mancata presenza delle parti ed il rifiuto ingiustificato della proposta di transazione da parte del giudice saranno comportamenti valutabili ai fini della decisione e fonte di responsabilità processuale aggravata.
  • appello: trattazione in forma monocratica delle cause di ridotta complessità giuridica e limitata rilevanza economica

Contratti di convivenza

Grazie al ddl Cirinnà, i conviventi more uxorio per regolare i loro rapporti patrimoniali potranno rivolgersi all’avvocato, che li aiuterà a redigere un apposito contratto di convivenza. Sarà necessario che il contratto abbia forma scritta, e si potrà scegliere tra un atto pubblico presso il notaio o una scrittura privata autenticata. La novità consiste nel fatto che non solo il notaio, ma anche l’avvocato potranno autenticare l’accordo tra i conviventi, con una notevole riduzione dei costi per gli interessati.

 

 

 

 

la nuova legge sull’omicidio stradale

Le vittime della strada da oggi avranno giustizia. L’omicidio stradale colposo diventa finalmente un reato a sé, articolato su tre varianti:

1)l’ omicidio conseguente alla violazione del codice della strada resta  punito con la pena della reclusione da 2 a 7 anni

2) l’omicidio in  stato di ebbrezza  (tasso inferiore a g/l 0,8) o sotto l’effetto di stupefacenti, o in conseguenza di violazioni gravi del codice della strada, viene punito con la pena della reclusione da   5 a 10 anni

3) l’omicidio in stato di ebrezza grave (tasso superiore a g/l 1,50) viene punito con la reclusione da 8 a 12 anni